venerdì 18 maggio 2012

Recensione: La principessa sul pisello

Buon pomeriggio carissimi, la scrittura della tesina è quasi alla fine manca solo un argomento e poi ricomincerò a studiare per le ultime prove -_- vabè intanto ecco qui una recensione del libro di Luciana Littizzetto finito ieri sera ^_^

Titolo: La principessa sul pisello 
Autore: Luciana Littizzetto
Editore: Mondadori
Formato ebook

TramaDopo "Sola come un gambo di sedano", in cui si faceva vendicatrice delle single, Luciana Littizzetto stavolta si scatena su coppia e dintorni. Tanti lui e tante lei, ma anche tante ridicole manie e riti d'oggi fanno capolino in questo diario di una Principessa sul Pisello come tante: dalla pasta di sale all'utero in affitto, dallo spirito guida ai saldi, dalle vacanze a Miami ai maschi che assistono al parto, dai masochisti a dispense fino alle fanatiche dell'aura.

Recensione

Volete ridere, volete passare un pò di tempo in buona compagnia con un libro realistico ma al tempo stesso veramente piacevole? allora provate i libri di Luciana Littizzetto, non potete sbagliare!
Con il suo modo sarcastico di vedere la vita ci propone un altro libro, questa volta incentrato sulle coppie e argomenti collegati.
E' una forza della natura questa donna che non potrà non conquistarvi, una volta nella vita tutti l'abbiamo sentita a che so, che tempo che fa o in qualche film o con ospite in qualche show, con la battuta sempre pronta sulla jolanda e walter :p o a modo suo su temi della politica quotidiana.
Nella principessa sul pisello Luciana mette a confronto le coppie, la vita, la quotidianità che molte volte mi sono fermata e mi son detta: ahahhaha anche a me succede, o e successo, o anche eh già purtroppo gli uomini son tutti uguali tranne per alcuni (senza offesa maschietti che leggete! ^^) 
Diciamo che la trama sopra di questa libro ci da una panoramica limpida su quel che ci sarà perciò non aggiungo altro, solo che compratelo perchè secondo me sono libri piacevoli e a volte ci sanno far apprezzare la nostra vita, quando guardiamo quello che c'è attorno a noi (che a volte è mooooolto peggio) ^_^

Vi lascio un piccolo due pezzi tratti dal libro... Buona lettura! ^_^

          Femmine a quattro ruote
Diciamocela tutta. Gli uomini non la smetteranno mai di trattare la macchina meglio della fidanzata. Anche perché non rompe le palle, la macchina, è muta, se vuol dirti qualcosa accende le lucine, invece la morosa parla, non è dotata di cruscotto, purtroppo. Guai a sbattere la portiera un po' più forte del solito, perché è come se gli staccassimo tutte le valvole dal cuore. E niente grissino in macchina, guai a spazzolarti i capelli, attenta a non salirci sopra in una giornata di pioggia senza prima esserti infilata le pantofole.
La sua auto è un tempio. E sottolineo la sua. Ci avete mai fatto caso? Siamo in giro con la nostra auto e cerchiamo di parcheggiarla. E lui fa: «Ma sbattila lì!» (la sua auto si posteggia, la nostra si sbatte). Ma questo è il posteggio riservato all'ambasciata del Burkina Fasu. Mi arrestano per divieto di sosta. «Allora sbattila lì.» Lì ci sono le strisce. «Ficcala là, allora.» Dove? «Là, fra i due tir.» Ma c'è mezzo metro! La appendo al muro come si fa con la bici in garage? «Mettila a pettine.» METTITI TU A PETTINE, grandissimo beduino. La prossima volta prendiamo la tua. E viene la prossima volta. E i modi e i toni cambiano. Ci vuole una piazza d'armi per posteggiare la sua.
Un circo massimo. Un' arena deserta. E poi dev'esserci l'ombra, otto metri di distanza da una
parte e dall' altra, nessun piccione in volo e nessuna castagna pronta a cadergli sul cofano. Per posteggiare la sua auto bisogna prendersi un giorno di ferie.
E poi noi donne abbiamo una dote meravigliosa che per loro è un' onta imperdonabile: non riusciamo mai a distinguere i modelli delle auto. Visto che hanno tutte mediamente quattro ruote, una manciata di fari e un volante, per noi una vale l'altra. Tu prova a chiedere a una donna che
macchina ha suo fratello Geronimo. Lei ti risponderà più o meno così: «Ma... l'ha comprata due anni fa... ci ha una macchina nera, grossa, lunga». «Ma una berlina?» chiederai allora. «No, non credo sia tedesca» (per noi berlina vuol dire che viene da Berlino). L'automobile per le donne non è mai una Golf, una Mégane, una Delta, una Marea. Per noi un' auto è: lunga, grossa, piccola, alta, bella, brutta. E volendo anche rossa, nera, bianca, verde o carta stagnola. Stop. Il nostro infinito automobilistico si ferma qui.

          Il principe azzurro
È che noi donne siamo fastidiose. Ci abbiamo la fastidiosità inserita proprio nel DNA. Sarà che il cuore ci batte più veloce e diventiamo insofferenti.
Abbiamo bisogno che il nostro Re mogio ci dica delle robe. Ma non robe qualsiasi, tipo: «Guarda che ti scade il bollo dell'auto». Parole d'amore, dannazione. Agogniamo l'assoluto. Vogliamo credere che siamo fatti proprio uno per l'altra.
Qualche giorno fa mi sentivo molto Perla di Labuan, così ho mandato un SMS al mio Sandokan personale. «Ti amo» ho scritto. Un po' scontato, ma sempre attuale. Bastava che mi rispondesse: «Anch'io». Son poi sei lettere. No. Lui no. La mia tigre di Mompracem mi ha risposto: «Prendo atto». Ho dovuto alzare il gomito con la Soluzione Schoum per liberarmi dalle scorie emotive.
E io che una volta credevo nel principe azzurro. Coi capelli di polenta e gli occhi a lago. Due. Bolsena e Bracciano. Che mi citofonava al portone posteggiando il cavallo bianco di lato al cassonetto. Son passati trentotto anni e ancora non l'ho trovato. O son cretina o comincio a dubitare che sia una specie protetta. Magari si è estinto da anni. Ho trovato svariati uomini che mi piacevano, con i quali ho fatto anche un pezzo di strada. Principini, principastri, principuzzi. Non tantissimi per la verità. Con qualcuno ho giusto fatto due passi. Mai a cavallo. Sempre a piedi. Ma nessun principe azzurro.
E allora me ne sono fatta una ragione. E son cambiata io. Il tempo mi ha trasformata. Mi si è allargato il punto vita, ho perso altri due decimi di vista e mi è crollato il sottomento come ai pellicani. Solo le tette resistono. In decenni di rispettabile carriera ancora non si sono sottomesse alla forza di gravità. Col tempo ho anche imparato a conoscermi. Mi so a menadito.
Riesco persino a mettermi il rossetto a memoria. E ho imparato anche a fare a meno del principe azzurro. Però le parole d'amore le esigo. Ieri ci ho riprovato. Gli ho scritto: «Grazie di esistere». E lui mi ha risposto: «Prego». Zotico. Poi si è accorto di avere un tantino esagerato. La sera è arrivato a casa con una poesia. Scritta apposta per me. Mi ha specificato che era in stile futurista. Poi ha cominciato a declamare: «Non bulloni! / Non pistoni! / Centomila megatoni / tengo dentro ai pantaloni!». Ecco fatto. La mia idea dell'inferno è più o meno questa.

Voto: 4/5

2 commenti:

Clody ha detto...

L'ho letto anche io...molto molto simpatico!
E' anche vero in alcune cose...

Melania Costantino ha detto...

Adoro la Littizzetto! Ironica e intelligente! Complimenti a te. Ti seguirò 😊👏🏻