venerdì 11 maggio 2018

Recensione: "Mi sa che fuori è primavera" di Concita De Gregorio

Un libro piccolo, ma straziante e allo stesso tempo delicato come un fiore.

Mi sa che fuori è primavera
di Concita De Gregorio

Editore: Universale Economica Feltrinelli
Pagine: 122
Prezzo: 8,00€

Voto: 4/5

Trama: Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina.
Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è più nessuna traccia. Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, a un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta.
Concita De Gregorio prende i fatti, semplici e terribili, ed entra nella voce della protagonista. Indagando a fondo una storia vera crea un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese. Scandisce l’esistenza di questa madre privata dei figli – qual è la parola per dirlo? – in lettere, messaggi, elenchi. Irina scrive alla nonna, al fratello, al giudice, alla maestra delle gemelle, abbozza ritratti, scava nei gesti, torna alle sue radici, trova infine un approdo. Dimenticare significa portare fuori dalla mente, ricordare è tenere nel cuore. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta, una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi. Uno di quei libri in cui uomini e donne trovano qualcosa di sé. Per essere felici non ci vuole tanto. Per essere felici non ci vuole quasi niente. Niente, comunque, che non sia già dentro di noi.



Ci si può mai riprendere dalla scomparsa delle proprie figlie? C'è una maniera giusta per vivere il dolore e un tempo giusto per decidere di riprendere la propria vita lì da dove la si è interrotta?
E ciò che la protagonista che racconta la sua perdita, tra l'altro storia vera, cerca di dare risposte tramite il suo dolore. Una madre che si è vista strappare, o per meglio dire, ha visto scomparire le sue gemelle per mano dell'ex marito che ha pensato bene di suicidarsi dopo averne fatto perdere le tracce. E allora cosa fare? A questa domanda non c'è mai risposta, come non c'è ne sono per le domande precedenti, perchè ogni persona cura e supera i propri dolori a modo suo e allora ci si interroga su cosa sia meglio fare, su cosa succedere attorno a noi; la gente che da fuori non vede e non sa e giudica le nostre sofferenze che man a mano se ne vanno facendoci ritrovare sole davanti a una casa e una vita vuota. 
Ma la domanda più grande che si pone è: che fine hanno fatto le mie figlie? Perchè non si mettono in contatto con me se sono ancora vive? Ma lo sono ancora? Quel marito così autoritario tanto da scriverle perfino come doveva fare il caffè e come chiudere le porte è riuscito nella sua perfezione a far sparire le loro tracce e perchè la polizia con tanti indizi così palesi vuole chiudere il caso?? 

Un libro che parla di sentimenti che sono cazzotti allo stomaco. Sentimenti che ti entrano dentro e insieme alla protagonista ti chiedi come sia potuto succedere, perchè proprio a te la vita ti si doveva rivoltare contro nella peggiore delle situazioni. Entri in empatia con lei e speri che a fine pagina tu possa leggere che abbia ritrovato le figlie, e invece ti ritrovi con il magone e a chiederti perchè gli uomini siano così senza cuore e selvaggi e egioisti oltre ogni limite.
E allora quando tutto sembra perso che fare? Come sopravvivere a questo dolore? 

È un inno alla vita e alla speranza che non muore mai.




lunedì 9 aprile 2018

Recensione: "Guida astrologica per cuori infranti" di Silvia Zucca

Un libro astrologicamente super divertente!

Guida astrologica percuori infranti
di Silvia Zucca

Editore: Garzanti
Pagine: 459
Prezzo: 9,90€

Voto: 3/5


Trama: Trent'anni passati da un po', single (NON per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… peccato sia stato assunto come «tagliatore di teste». Insomma: non ce n'è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l'astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una «vera» lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l'anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l'affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda. E perché, in fondo, spera che l’amore non abbia bisogno delle stelle per trovare la sua strada.


Avete bisogno di un momento in cui volete un libro leggero, frizzante, con una protagonista ironica a cui gliene capitano di tutti i colori? Guida astrologica per cuori infranti è la "guida" giusta per voi.

Alice è proprio sfortunata ha una cotta per Davide Nardi che è inarrivabile e quando il suo ex l'avvisa del suo matrimonio capisce che è proprio in fondo, ma Tio il nuovo attore della soap opera nella rete telvisiva in cui  lavora ha la soluzione per ogni momento della vita: l'astrologia!
E anche se si è scettici perchè non provare tanto ormai peggio di così non può esserci e allora inzia a fare scelte in base a cosa dicono le stelle, facendola incappare in situazioni comiche e assurde che funzionanoo, ma quale sarà la direzione che le stelle le faranno prendere?


Alla fine della canzone Alice finalmente capirà che bisogna amarsi e che non tutte le scelte dolorose sono negative, ma che possono portare a farci stare bene con noi alla fine, senza astrologia.
Una nota negativa è che a sta poveraccia gliene capitano troppe di situazioni assurde, dopo un po' diventa una situazione esasperante perchè va bene la sfortuna, ma insomma è un po' troppa però il finale fortunatamente è degno di essere un finale e non finale aperto a interpretazione. 


domenica 8 aprile 2018

Recensione: "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith

In questa meravigliosa domenica di sole vi do il buongiorno con un libro di un'autrice che tutti amano ma con cui io non trovo feeling.. ci incontriamo cordialmente, ma niente di serio.

Il richiamo del cuculo
di Robert Galbraith

Editore: Salani
Pagine: 464
Prezzo: 12,00€

Voto: 3/5

Trama: Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.


Devo essere sincera non ho molto amato Harry Potter né libro né il film Anche se sono ferma al terzo ma volevo assolutamente provare questo libro dove non vi è traccia di magia.. Il risultato??? Ni..

Lui come personaggio mi è piaciuto, anche se c'è qualcosa che non me lo fa apprezzare a pieno.
Un uomo uscito mutilato dall'Afghanistan che sfrutta le sue doti come investigatore privato con scarso profitto. Un uomo che oltre a essere sul lastrico è stato cacciato e lasciato dalla sua fidanzata dopo 15 anni e si ritrova a vivere nel suo ufficio con una nuova segretaria arrivata proprio quella mattina che non si può permettere di pagare.
Cormoran Strike è un personaggio dalle molteplici sfaccettature e ben costruito che non si lascia sopraffare dal destino anche se ne è tentato.
La sua nuova segretaria: Robin.
Un personaggio a mio parere è molto dietro le quinte e trasparente. Ogni tanto fa la sua comparsa e via, non ha nulla di significativo, viene sempre catapultata alla fine di ogni cosa passando per soprammobile. Insulsa, a tratti lagnosa,  vedremo se nel prossimo libro riuscira ad emergere all'ombra di Strike e a prendere parte ai casi.
Lula Landry è la bellissima top model del momento ma la sua luce si spegne quando la notte "cade" dal balcone del suo appartamento: sarà suicidio o omicidio?
La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello di lei non lo crede e assume Strike per indagare e venire a capo del mistero.
Un libro che all'inizio ho trovato troppo lento, troppo noioso, l'indagine stentava a partire, la vita di Strike messa così a pizzichi e bocconi risulta poco attraente. Roby non è stato un personaggio per niente stimolante, ero sinceramente tentata di abbandonarlo, ma volevo sapere a questo punto chi è l'assassino e perché avesse ucciso Lula landry e devo dire che finalmente da metà libro in poi, sorpassata la noiosa parte introduttiva dei personaggi, e  l'avvio del caso, la storia ha preso un'altra piega e sono arrivato in un batter baleno al finale che ha avuto un risvolto soddisfacente.
Tirando le somme sul libro, mi è piaciuto per alcuni versi e non per altri, vediamo come sarà il secondo visto che ormai le presentazioni sono fatte. Tra Harry e Cormoran però mi sa che preferisco Harry e la magia di Hogwarts...


giovedì 5 aprile 2018

Recensione: "Il professore" di Charlotte Brontë

Pensavo che la Brontë mi avrebbe delusa per come era partita, ma man a mano mi ha fatto ricredere, e una menzione va anche alla bellissima edizione tascabile che io trovo molto più comoda della cartonata!


Il professore
di Charlotte Bronte

Editore: La Tartaruga edizioni
Pagine: 315
Prezzo: 6,90€

Voto: 3.5/5

Trama: "Il professore" è il primo romanzo scritto da Charlotte, la più famosa delle tre sorelle Bronte. A suo tempo non ebbe fortuna perché giudicato troppo realistico. Gli si preferiva "Jane Eyre", in cui l'elemento fantastico e romantico predominava, così venne pubblicato solo dopo la morte. Questo romanzo narra in prima persona la storia di un uomo sensibile e colto, che fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire per andare a insegnare in una scuola in Belgio. Qui conosce Frances, una ragazza molto giovane e senza mezzi che da allieva diventa insegnante.


Da premettere che non si avvicina neanche lontanamente a Jane Eyre è più acerbo, più prolisso e manca del mordente e della particolarità di Jane Eyre, però devo dire che a suo modo è straordinario anche se parecchio noioso.

William Crimsworth, nato e cresciuto in Inghilterra decide di fuggire dagli zii che lo vogliono prete e in sposa a una loro figlia per andare dal fratello, ma questo non si rivelerà come egli crede.
Edward Crimsworth prova astio e disprezzo per questo fratello che gli chiede lavoro, ma nonostante tutto glielo procura senza cercare mai di entrare in rapporti con lui, continuandolo a trattar male alla stregua dei suoi operai se non peggio. Decide che anche lui non è il suo futuro e se ne  va in cerca di lavoro in Belgio grazie alla raccomandazione di Mr. Hunsden conosciuto nello Yorkshire dal fratello.
Qui troverà lavoro come insegnante di inglese e francese ed è proprio qui che si può dire che ha inizio la sua vera vita, nella scuola di Mr. Pelet e di Miss Zoraide Reuter dove incontrerà quella che sarà da prima la sua allieva e poi sua moglie, Frances. 

Il romanzo si basa sulla vera esperienza di Charlotte Brontë in Belgio come studente, in cui si innamora del suo professore che purtroppo a differenza del suo mr. Crimsworth non la ricambierà mai e sembra che voglia riscattarsi scrivendo un finale diverso alla sua storia su carta.

Crimsworth è un personaggio che non mi ha convinto poi fino in fondo, non ho apprezzato il suo continuo cambio di opinione da una pagina a un'altra in alcuni casi e sinceramente neanche come gestisce il suo "amore" per Frances, troppo calcolatorio e freddo. C'è da dire che questo modo rispecchia molto quello che era quel periodo perciò è logico che può apparire a noi frreddo e distaccato, però quando lui scompare per dieci settimane solo perchè si deve dichiare solo quando avrebbe trovato un lavoro come lo ha trovato lei, beh non è che mi sia garbato assai, però mettendomi nei panni di quel tempo ci può stare che un uomo voglia sentirsi al di sopra di quella che vuole che sia la sua futura moglie.

Un libro che progressivamente ti incuriosisce, anche se non c'è mai un ritmo serrato che ti spinge a proseguire se non la curiosità di leggere la prossima disavventura del povero sfigato.

Tutto sommato nonostante l'estrema lentezza, gradulamente ho saputo apprezzarlo, solo che, lo si può fare se amate l'autrice e volete leggere altro di suo altrimenti se partite da questo rimarrete estremamente delusi, che Jane Eyre come primo approccio e non sia con voi sempre!



martedì 3 aprile 2018

Recensione: "Ricordo di Jane Austen" di J. E. Austen Leigh

Un libro nostalgico per render gloria a una grande scrittrice adatto a coloro che vogliono conoscerla, sviscerarla anche nel contesto personale. 
Grazie mille Angela se stai leggendo per questo tuo magnifico regalo!!! 


Ricordo di Jane Austen
di J. E. Austen Leigh

Editore: Repubblica e l'Espresso
Pagine: 124
Prezzo: 5,90€

Voto: 5/5


Trama:  Il volume è la biografia scritta nel 1869 dal nipote J.E. Austen-Leigh, che svelò la figura e l’opera della “cara zia Jane” al grande pubblico.


La cosa più bella sarebbe senza dubbio poter incontrare Jane Austen di persona, poterle stringere la mano e dirle che persona geniale era, ma la cara "zia Jane" è sparita un po' di tempo fa giusto nel 1817 duecento anni fa; e di lei rimangono solo i suoi romanzi e le varie testimonianze di chi ha avuto la fortuna di viverla come parente ed è quello che fa suo nipote James Edward Austen Leigh che all'età di sett'anni gli chiedono di mettere per iscritto tutto quello che ricorda di sua zia che purtroppo ha conosciuto la fama che meritava quando ormai era morta .

Non era per ciò che ella sapeva, ma ciò che ella era che la distingueva dagli altri.

Per Jane Austen la sua famiglia era così tanto, e il resto del mondo così poco. [...]

La descrivono come una persona riservata, dedita alla famiglia, sempre presente e paziente, era la zia preferita di tutti i bambini, con le sue storie fantastiche che inventava, una donna amante delle passeggiate e molto legata a sua sorella Cassandra e alla sua residenza di Steventon da cui si dovrà poi trasferire.

I suoi personaggi, le ambientazioni, nonchè le informazioni sui lavori che svolgono i suoi personaggi tipo il capitano Frederick Wentworth che fa il marinaio, sono sempre accuratamente attinenti alla realtà.
Per ogni suo personaggio si ispira alla reale natura umana, pur non assomigliandosi a nessuno di sua conoscenza e tutti dai più noiosi ai più interessanti servono a riprendere un quadro reale di una fantomatica famiglia.
La paragonano a Shakespeare, solo a lui lei può essere seconda.

Come lui (Shakespeare) mostra una ammirevole capacità di scegliere sia i caratteri stravaganti sia quelli seri. Un merito tutt'altro che comune. Infatti, per inventare una conversazione piena di saggezza e di spirito lo scrittore deve avere lui quelle doti; ma è il contrario che non funziona, non c'è pazzo che possa descrivere bene i pazzi; e molti che sono riusciti benissimo a descrivere personaggi superiori, hanno poi fallito nel rappresentare questi caratteri più deboli, che è tuttavia necessario introdurre per avere un veritiero ritratto della vita. Essi ci mostrano la stravaganza in astratto, dimenticando che all'occhio dell'abile naturalista gli insetti raccolti in una foglia hanno tra loro i più evidenti differenze del leone e dell'elefante. [...] La sua minuta attenzione ai dettagli è stata pure criticata ; ma anche se col tempo in certi casi può essere un po noiosa, non sappiamo se si possa considerare un difetto ciò che è poi assolutamente necessario per raggiungere l'eccellenza. 
Ora, è assolutamente impossibile, senza queso, produrre quella completa familiarità coi personaggi che è necessaria perchè il lettore si interessi davvero a loro.  

Cioè è assolutamente geniale, peccato che una malattia se la sia portata via troppo presto, anche se
Residenza di Jane Austen. Chawton cottage.
fino alla fine è stata assolutamente positiva in una sua ripresa, che non c'è stata.
Aveva sempre qualcosa di positivo da dire a tutti, in ogni occasione non giudicava mai, ma aiutava. Sotto ogni aspetto era una persona meravigliosa e mi è venuta assolutamente voglia di rileggere "Emma" che sapeva che sarebbe stata criticata da tutti, ma era una delle sue preferite.

Ma suppongo che sette anni bastino a cambiare ogni poro della nostra pelle e ogni sentimento del nostro cuore.

Se amate anche voi questa scrittrice e i suoi libri questo libricino ve lo consiglio, per conoscere un pezzettino in più della Austen al di fuori delle sue "eroine".


domenica 1 aprile 2018

Frasi da: "ll professore" di Charlotte Brontë

"Il professore"
di Charlotte Brontë

C'è un colmo per ogni cosa, per ogni disposizione d'animo, così come per ogni condizione di vita.

Ci sono impulsi che possiamo controllare, ma c'è ne sono altri che controllano noi, perchè ci raggiungono con un balzo da tigre e diventano nostri prima ancora che li abbiamo visti. Ma forse questi impulsi sono di rado del tutto cattivi; forse la ragione, con un procedimento tanto breve quanto silenzioso, un procedimento che è già finito prima ancora di essere percepito, si è accertata della bontà dell'azioneche l'istinto stava meditando e si sente giustificata a restare passiva mentre l'azione stessa viene eseguita. 

<<Non potrei Monsieur: mi piace la vita contemplativa, ma ancor di più la vita attiva. Devo fre qualcosa di attivo e farlo insieme a te. Ho notato che le persone che stanno in compagnia l'uno dell'altra solo per divertirsi non si vogliono mai tanto bene, nè di stimano, quanto quelle che lavorano insieme e magari soffrono insieme.>>